I lavoratori che forniscono i servizi per i treni notturni delle Fs hanno proseguito la loro protesta anche nella notte di San Silvestro. A Roma si trovano da più di un mese sul tetto dello stabile di via Prenestina 135, a Milano dall'8 dicembre in tre sono a 30 metri d'altezza su una torre lungo i binari della Stazione Centrale. Il cenone, quindi, l'hanno fatto lassù per insistere nel chiedere una soluzione per gli 800 licenziamenti complessivi già avviati.
Una delegazione ha raggiunto a Roma la Stazione Termini, dove ha appeso all'albero di Natale proprio le lettere di licenziamento. A Milano i tre operai, Carmine, Giuseppe e Oliviero, hanno festeggiato con mogli, figli, amici e colleghi. Loro sulla torre, gli altri giù. A 30 metri d'altezza hanno fatto arrivare spumante, panettone, cotechino e lenticchie e lo scambio di auguri è avvenuto via cellulare. Il brindisi, ovviamente, è stato dedicato all'augurio di riavere i posti di lavoro.
«Per noi - ha spiegato stamane Carmine - salire quassù era l' ultima chance». Intanto a Milano, nei giorni scorsi, qualcosa si è mosso. Il 30 dicembre è stato firmato un accordo in Regione per ricollocare i 152 lavoratori in esubero in Lombardia nel servizio treni notte. Cisl e Uil hanno firmato, la Cgil no. Claudio Negro, segretario generale aggiunto della Uil Lombardia, oggi ha sostenuto che l' accordo «ricolloca in modi e tempi certi entro 12 mesi tutti i 152 lavoratori che erano stati licenziati» e che è incomprensibile la decisione della Cgil di non aderire.
Ieri Stefano Malorgio, segretario regionale della Filt Cgil, aveva spiegato di non aver sottoscritto il documento anche perchè «la soluzione trovata in Lombardia non sarà ripetibile, ponendo una pesante ipoteca sul destino degli altri 700 lavoratori in Italia». E perchè la «garanzia occupazionale è legata alla durata dei contratti di appalto, alcuni dei quali scadranno nei prossimi sei mesi». I tre operai che sono sulla torre, non convinti dall'intesa, hanno comunque deciso di non scendere.
Una delegazione ha raggiunto a Roma la Stazione Termini, dove ha appeso all'albero di Natale proprio le lettere di licenziamento. A Milano i tre operai, Carmine, Giuseppe e Oliviero, hanno festeggiato con mogli, figli, amici e colleghi. Loro sulla torre, gli altri giù. A 30 metri d'altezza hanno fatto arrivare spumante, panettone, cotechino e lenticchie e lo scambio di auguri è avvenuto via cellulare. Il brindisi, ovviamente, è stato dedicato all'augurio di riavere i posti di lavoro.
«Per noi - ha spiegato stamane Carmine - salire quassù era l' ultima chance». Intanto a Milano, nei giorni scorsi, qualcosa si è mosso. Il 30 dicembre è stato firmato un accordo in Regione per ricollocare i 152 lavoratori in esubero in Lombardia nel servizio treni notte. Cisl e Uil hanno firmato, la Cgil no. Claudio Negro, segretario generale aggiunto della Uil Lombardia, oggi ha sostenuto che l' accordo «ricolloca in modi e tempi certi entro 12 mesi tutti i 152 lavoratori che erano stati licenziati» e che è incomprensibile la decisione della Cgil di non aderire.
Ieri Stefano Malorgio, segretario regionale della Filt Cgil, aveva spiegato di non aver sottoscritto il documento anche perchè «la soluzione trovata in Lombardia non sarà ripetibile, ponendo una pesante ipoteca sul destino degli altri 700 lavoratori in Italia». E perchè la «garanzia occupazionale è legata alla durata dei contratti di appalto, alcuni dei quali scadranno nei prossimi sei mesi». I tre operai che sono sulla torre, non convinti dall'intesa, hanno comunque deciso di non scendere.
http://www.unita.it/economia/fs-notturni-capodanno-di-protesta-br-feste-sui-tetti-per-i-lavoratori-1.367701
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