mercoledì 21 dicembre 2011

LOMBARDIA: LA CULTURA NON ABITA QUI

Secondo le opposizioni quello 2012 sarà un bilancio molto buio. Un capitolo su tutti: la cultura. «Lo stanziamento di Regione Lombardia per il prossimo anno sarà di soli 8 milioni di euro, nemmeno sufficienti a coprire le spese ordinarie», protestano Giulio Cavalli (Sel) e Pippo Civati (Pd): «Formigoni assesta così il colpo definitivo a un settore che già in questi anni ha penalizzato e progressivamente impoverito. Occorre una mobilitazione degli artisti, delle compagnie e dei cittadini». La notizia positiva arriva però da Roma: il governo stanzierà 114 milioni di euro per il trasporto pubblico locale. «Una boccata d' ossigeno», dicono in coro assessori e dirigenti del Pirellone. In totale, la Lombardia «reclamava» al capitolo treni quasi 150 milioni di euro. L' annuncio di capitali freschi in arrivo dal governo è già nero su bianco in un emendamento collegato alla Finanziaria regionale in discussione da oggi al Pirellone .

http://archiviostorico.corriere.it/2011/dicembre/20/cultura_trascurata_dalla_giunta_lombarda_co_7_111220012.shtml

qui il loro appello

Lombardia senza cultura. Lo dimostra la drammatica riduzione dei fondi da parte della Regione al settore culturale negli ultimi anni e la previsione per l’anno prossimo: dai 51 milioni di euro del 2010, si è passati infatti ai 25,7 milioni nel 2011, e ai 7,8 previsti per il 2012.
Una voce in particolare dà la misura del crollo dei sostegni, ed è quella relativa agli “interventi regionali per lo spettacolo”, passati dai 2,5 milioni del 2011 ai 167 mila euro per il 2012. Un calo drammatico per spese correnti e anche per gli investimenti.
Una caduta in picchiata clamorosa, che mette a rischio vere e proprie imprese che redistribuiscono a migliaia di lavoratori e alle loro famiglie tutto quello che ricevono, promuovendo cultura, strumento indispensabile per contribuire a diffondere e a far crescere tra i cittadini conoscenza, consapevolezza e capacità di osservazione critica del mondo che ci circonda, proprio come chiede la Costituzione della nostra Repubblica.
In un periodo di crisi drammatica in cui i tagli si abbattono su tutto, dai trasporti al lavoro alle famiglie, è indispensabile che tutti gli sforzi che si stanno promuovendo affinché le misure siano eque e sostenibili, vengano fatti anche per tutelare e anzi rilanciare il settore culturale. Anche in Lombardia.

Perché la cultura è indispensabile e va tutelata. Come ha detto il maestro Claudio Abbado: “La cultura è un bene primario come l’acqua; i teatri, le biblioteche e i cinema sono come tanti acquedotti”.
L’azzeramento dei fondi da parte di Regione Lombardia è quindi inaccettabile, e a questo punto ci chiediamo che senso abbia ancora un assessorato che non è in grado neanche di ottenere le risorse per permettere alle convenzioni con gli enti teatrali attualmente in corso di poter proseguire nei prossimi mesi. Come avviene per il settore socio sanitario, crediamo sia indispensabile anche per il settore culturale una programmazione di più ampio respiro.

Chiediamo a tutti di sostenere e rilanciare il più possibile questo appello, anzitutto alla giunta Formigoni, affinché vengano dati da subito i necessari sostegni e l’indispensabile programmazione al settore culturale lombardo.


Giulio Cavalli
Giuseppe Civati

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