Con la maggioranza che non c'è più, con la fronda interna dei malpancisti che continuano a far sembrare la situazione del PDL simile ad una inarrestabile emorragia, il premier si è rinchiuso a casa sua per capire cosa è meglio fare.
Per l'Italia? macché scherziamo! Per le sue aziende!!!!
In un articolo del Fatto è descritta bene la situazione di quelle ore: "Che cosa conviene di più al gruppo Fininvest? Le dimissioni? La resistenza a oltranza? Di questo si sarebbe discusso a tavola. Sullo sfondo, l’eterno timore che, con il Cavaliere fuori da Palazzo Chigi, una nuova maggioranza politica possa mutare il panorama televisivo e, soprattutto, quello pubblicitario. Un pranzo di famiglia, mentre la situazione politica precipitava e anche fedeli leghisti chiedevano il “passo indietro”, a l quale hanno partecipato i figli più coinvolti nelle aziende berlusconiane - Marina, Pier Silvio ed Eleonora - ma anche il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, l’avvocato Niccolò Ghedini, Bruno Ermolli, consigliere d’amministrazione di diverse società del gruppo comprese Fininvest e Mediaset, e l’amministratore delegato della Fininvest, Pasquale Cannatelli."
Oggi, Vincenzo Scotti (si proprio lui, il ministro del 1978 ancora in parlamento) chiede a Berlusconi di fare "un gesto da statista".
Ci hanno messo 17 anni per capire che il livello di amore per la propria patria era inversamente proporzionale al livello di attenzione e di protezione del suo patrimonio personale.
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